In Consiglio Comunale ieri si discusso anche della rimozione di Tito dalla toponomastica cittadina. La mozione arriva come sempre dalla Lega, si presenta, inizia a srotolarsi… ma poi succede l’imprevisto: si ritira. Non per ripensamento, ma perché l’idea, pur conservando un certo fascino revisionista, inciampa nei suoi stessi effetti pratici.
Qualcuno ha detto che se un giorno si potesse fare senza creare disagi, allora forse se ne potrebbe riparlare. Una frase che ha il merito di non cambiare nulla, ma lascia aperta ogni porta—compresa quella della confusione.
Io, invece, resto contrario. Perché la storia non si semplifica con un cacciavite in mano e una targa nuova sotto braccio. E se è vero che alcune intitolazioni fanno discutere, è altrettanto vero che cancellarle per principio non unisce, ma frammenta.
Il bello? La mozione è scomparsa. La via è rimasta. E anche la mia contrarietà, tranquilli, è ancora lì—serena, stabile, perfettamente toponomastica.


