Parma adotta il nuovo PUMS 2025-2035

27 Apr 2026

Con l’approvazione del PUMS, Parma sceglie una mobilità più sostenibile: meno traffico, più sicurezza, più trasporto pubblico e una città pensata davvero per le persone.

Quando parliamo di PUMS non stiamo discutendo solo di traffico e parcheggi, ma di salute, sicurezza sociale e qualità della vita quotidiana nei quartieri. I documenti di Valutazione Ambientale ci ricordano che le scelte sulla mobilità incidono direttamente su rumore, aria, uso del suolo, vivibilità degli spazi sotto casa. Per questo, per me, il PUMS non è un piano “tecnico”: è un pezzo delle politiche sociali e sanitarie della città.

Le analisi ambientali mostrano che gli scenari di piano riducono l’esposizione al rumore stradale e limitano l’impatto del traffico sulle aree residenziali più delicate, con benefici diretti su sonno, stress, patologie cardiovascolari e benessere delle persone più fragili. Nelle mappe della zonizzazione acustica e dell’uso del suolo si vede che spostare traffico e velocità fuori dalle strade di prossimità significa proteggere scuole, parchi, RSA, case popolari: cioè i luoghi dove si concentrano bambini, anziani, persone con patologie croniche. Io leggo il PUMS anche così: come un pezzo di prevenzione primaria, che lavora prima che il disagio diventi domanda sanitaria o conflitto sociale nel quartiere.

Il PUMS mette nero su bianco che, nello scenario di riferimento, al 2030 almeno il 10,5% delle auto private in provincia sarà elettrica e oltre il 12% ibrida, con circa i due terzi della flotta in classe Euro VI o superiore. Accanto a questo scenario “di tendenza”, il piano costruisce due scenari di piano più impegnativi: tra questi, il più ambizioso è lo Scenario Alternativo di Piano 2 (SAP2), che immagina scelte più forti su trasporto pubblico e veicoli privati, con più elettrico, più ibrido e meno diesel pesante nelle nostre strade.

Nel SAP2 non ci fermiamo allo scenario minimo, ma puntiamo a una mobilità davvero pulita, con più auto elettriche e ibride, meno benzina e diesel, e l’obiettivo di arrivare a una flotta urbana di autobus tutta elettrica. La domanda politica è chiara: vogliamo accontentarci o scegliere SAP2, sapendo che significa meno emissioni, meno rumore e meno patologie respiratorie legate al traffico?

So bene che le Zone 30 non sono misure “simpatiche” da raccontare, ma il Rapporto Acustico mostra che ridurre la velocità e moderare il traffico abbassa in modo significativo il rumore nelle strade di quartiere. Nelle aree di scuole, parchi e residenze il PUMS sposta il traffico veloce altrove: è una scelta di campo che mette salute, sonno e sicurezza delle persone davanti ai cinque minuti risparmiati in auto.

In sintesi, io leggo questo PUMS come un passo che tiene insieme mobilità, salute e coesione sociale: non è perfetto, discuteremo misura per misura, ma la direzione è quella di una città che si muove in modo più pulito, più silenzioso e più giusto verso chi è più fragile. E come Consiglio, oggi, non stiamo solo votando un piano di viabilità: stiamo decidendo se collocarci su uno scenario minimo o su uno scenario – come lo Scenario Alternativo di Piano 2 – che assume la mobilità come vera politica di salute pubblica e di qualità della vita nei nostri quartieri.

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