Rendiconto 2025: il sociale è il fiore all’occhiello di questa legislatura

27 Apr 2026

Con l’approvazione del rendiconto 2025 si conferma una scelta chiara: raddoppiato i servizi sociali e investimenti sulle persone, perché una città forte è quella che non lascia indietro nessuno.

Discutiamo oggi il rendiconto 2025 e, dentro questi numeri, c’è una parte che è decisiva: la tenuta e il rilancio delle politiche sociali. In questi anni il Patto Sociale per Parma è stato uno degli strumenti principali con cui l’amministrazione ha tenuto insieme visione politica e gestione, e oggi quel lavoro non lo ritroviamo solo nei “tavoli”, come qualcuno dice, ma nei dati concreti del rendiconto che riguardano presa in carico, integrazione socio sanitaria e politiche dell’abitare.
Abbiamo un livello di servizio pari a 13,23 utenti ogni 100 abitanti, a fronte di uno standard nazionale di riferimento di 11,36: vuol dire che prendiamo in carico più persone di quanto lo Stato consideri “normale”. E lo facciamo con una spesa sociale che supera il fabbisogno standard calcolato a livello nazionale: non siamo costretti a piani di recupero, siamo già sopra l’asticella.
Nel 2019 gli utenti dei servizi sociali erano 13.376, nel 2025 sono 26.280: praticamente il doppio. In particolare, le famiglie e i minori presi in carico passano da 3.542 a 4.252, gli anziani da 3.210 a 4.070, e l’area povertà, disagio adulti e senza dimora sale da 522 a 2.875 persone. Non è un dettaglio statistico: significa che, in anni di crisi multiple, il Comune ha scelto di non lasciare indietro chi vive fragilità economiche, relazionali e abitative.
Questo impegno è reso possibile anche da un investimento strutturale sul personale sociale. Nel 2025 il Comune di Parma ha 74 assistenti sociali, pari a un rapporto di 1 ogni 2.885 abitanti, quando il LEP nazionale si ferma a 1 ogni 5.000, con un obiettivo intermedio di 1 ogni 4.000. Vuol dire che non rincorriamo i livelli essenziali: li superiamo, sia in termini di servizi sia in termini di professionisti messi a disposizione della comunità.
Sul fronte anziani, il PNRR qui è concreto: con il progetto Romanini trasformiamo una casa residenza in housing protetto per anziani autonomi, collegato a reti di teleassistenza e domotica sul territorio.
Nella stessa regia dell’abitare sociale rientrano i progetti MAS in via Taro, con decine di alloggi eco sostenibili per famiglie, over 65 e studenti, per sperimentare housing collaborativo e intergenerazionale.
Sul versante della domiciliarità, rafforziamo l’équipe socio sanitaria per garantire dimissioni protette e rientri a casa a oltre un centinaio di anziani fragili e persone in precarietà abitativa.
Sulla disabilità stiamo lavorando in coerenza con l’idea di progetto di vita. Il Portico nasce come co housing con percorsi di vita indipendente, scuola di autonomia e inclusione lavorativa, mentre il Tavolo disabilità e salute mentale sta costruendo linee guida e una rete di sostegni innovativi che uniscono Comune, ASP e Ausl.
Sulla grave marginalità stiamo davvero cambiando paradigma. Con la “stazione di posta” finanziata dal PNRR abbiamo aperto un centro servizi per le prime emergenze, e con i progetti di housing first e housing temporaneo stiamo riqualificando appartamenti per persone senza dimora, spostandole dal dormitorio notturno a un vero progetto di abitare con accompagnamento sociale
Questa rete vive dentro il Patto Sociale per Parma, fatto di tavoli stabili e di integrazione socio sanitaria.
Il Tavolo Case della Comunità ha attivato il Punto Unico di Accesso sui poli territoriali per anziani fragili e bisogni complessi, mentre il Tavolo dimissioni difficili ha prolungato l’apertura dei centri diurni e avviato un lavoro con CRA e ospedale per ridurre i ricoveri impropri.
I tavoli su famiglia, genitorialità, salute mentale e fragilità hanno generato progetti di prevenzione e intervento precoce, dentro una cornice in cui Comune, Ausl, Università, terzo settore, mondo economico e sindacale condividono dati e responsabilità per rispondere alle nuove fragilità

Infine, questo sforzo sociale poggia su fondamenta finanziarie solide. Il rendiconto 2025 si chiude con una parte effettivamente disponibile di circa 18 milioni di euro, a fronte di equilibri di bilancio rispettati e degli obiettivi di finanza pubblica confermati dal Collegio dei Revisori. La scheda nazionale SOC26 attesta che la nostra spesa sociale è superiore al fabbisogno standard e che i livelli di servizio sono superiori a quelli di riferimento: non siamo un ente inadempiente da riportare “alla norma”, ma un Comune che tiene la barra più alta.
Con questo rendiconto non approviamo solo dei conti: scegliamo che tipo di città vogliamo essere. E noi abbiamo scelto una città che non lascia indietro nessuno.

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