Zac : una città che tutela la qualità della vità e riconosce la socialità

26 Giu 2026

Il piano valorizza l'associazionismo come infrastruttura civica e sociale di Parma, integrando le osservazioni delle realtà territoriali per rendere la zonizzazione acustica aderente alla vita reale dei quartieri. L'accoglimento tecnico di tali istanze bilancia il diritto al riposo con la tutela degli spazi di partecipazione, trasformando potenziali conflitti in occasioni di coesione e credibilità amministrativa. L'approvazione non è un traguardo definitivo ma un punto di partenza per monitorare gli effetti del piano e adattarlo alle future trasformazioni urbanistiche della città.

In questo piano di classificazione acustica c’è un aspetto che per me va messo in evidenza: il contributo che è arrivato dal mondo associativo. Le osservazioni presentate da realtà organizzate della città non sono state trattate come un semplice passaggio burocratico, ma hanno contribuito a fare alcune scelte per rendere la zonizzazione più aderente alla vita reale dei quartieri. Le controdeduzioni ci mostrano che dentro certe UTO non ci sono solo edifici e destinazioni d’uso sulla carta, ci sono luoghi in cui le persone si incontrano, fanno socialità, cultura, mutualismo. In diversi casi la classificazione acustica è stata ritarata proprio per riconoscere questa funzione, riportando alcuni spazi nella classe IV e definendoli correttamente come attrezzature d’interesse comune, spazi ricreativi e culturali, presìdi di comunità. Questo, dal mio punto di vista, è un messaggio politico importante: l’associazionismo non viene trattato come un problema da contenere, ma come una componente strutturale dell’identità di Parma. Non si nega il tema del rumore, ma si smette di guardare a quei luoghi solo come “ricettori” o come potenziali fonti di conflitto, e li si legge per quello che sono: pezzi di coesione sociale. Si pone attenzione alla quiete dei cittadini, ma si riconosce che i luoghi di socialità non sono un “rumore di troppo”: sono una infrastruttura civica della città, da governare con regole chiare, non da marginalizzare. È qui che si tiene insieme il diritto al riposo e il diritto a vivere in una città che non si spegne, che ha spazi dove ci si incontra, ci si organizza, si fa partecipazione concreta. Non tutte le richieste arrivate dal mondo associativo sono state considerate pertinenti rispetto allo strumento ZAC, e questo è giusto dirlo con trasparenza. Però lì dove c’erano le condizioni tecniche e normative, gli uffici hanno saputo accogliere quelle sollecitazioni e tradurle in modifiche reali del piano: questo, a mio avviso, rafforza la credibilità dello strumento, non la indebolisce. Per questo mi sembra doveroso ringraziare chi ha tenuto insieme ascolto e rigore. Ringrazio la dirigente dr.ssa Montanini e la dr.ssa Lucia Sartori e tutti gli uffici che hanno fatto questo lavoro puntuale sulle osservazioni, per il coordinamento con il PUG, con i pareri ARPAE e AUSL e con il quadro normativo regionale. Concludo dicendo che questa delibera, a mio parere, non deve essere la fine di una storia, ma un punto di partenza. Le scelte sulle classi acustiche, sulle Unità Territoriali Omogenee, sulle aree produttive, ricreative e di tutela non sono scolpite nella pietra: potranno e dovranno essere monitorate, anche alla luce delle trasformazioni urbanistiche future e degli effetti concreti sulla vita delle persone.

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